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Shuhei Matsuyama: il suono interiore tra Giappone e Italia

SHUHEI MATSUYAMA

Da quasi cinquant’anni Shuhei Matsuyama costruisce un ponte ideale tra Giappone e Italia. Nato a Tokyo nel 1955 e trasferitosi in italia nel 1976, l’artista ha sviluppato una ricerca che supera i confini della pittura tradizionale per indagare il rapporto tra materia, energia e percezione.

Al centro del suo percorso si trova il concetto di Shin-On, il “suono interiore”, una dimensione invisibile che prende forma attraverso il gesto artistico.

Oggi, dal suo laboratorio all’interno di Chartars a Milano, Matsuyama continua a esplorare questo dialogo tra culture, sensibilità e linguaggi, mantenendo viva una ricerca che attraversa oltre quattro decenni di attività espositiva internazionale.

La sua ricerca ruota attorno al concetto di Shin-On, il “suono interiore”. Quando ha percepito la prima volta questa vibrazione e come si è trasformata nel tempo?

Shuhei Matsuyama : Credo di aver percepito questa vibrazione fin dalla nascita. L’espressione artistica di SHIN-ON è iniziata quando ho sentito il bisogno di esprimere quel sentimento attraverso la pittura.

Shuhei Matsuyama , nei suoi lavori la carta non è un semplice supporto, ma un elemento vivo. Cosa rappresenta per lei questo materiale nell’epoca iper-digitale?

Shuhei Matsuyama : La carta è solo un elemento. Utilizzo e mescolo questi diversi elementi per esprimermi in accordo con le vibrazioni del mio cuore in quel preciso momento.

C’è un gesto o un rituale che apre ogni sua fase creativa? Una “disciplina” che le permette di entrare nello stato mentale giusto per dipingere?

Shuhei Matsuyama : Faccio anche dei respiri profondi per calmare la mente. Ma la cosa più importante è che pratico costantemente il karate e mi impegno per raggiungere l’unità di mente, tecnica e corpo.

Lei vive e lavora in Italia da molti anni: come ha dialogato la sua identità giapponese con la cultura artistica italiana?

Shuhei Matsuyama : Questo giugno 2026 festeggerò il mio cinquantesimo anno di residenza in Italia. Essendo nata giapponese, sono sensibile anche ai più piccoli dettagli, ma credo di essermi integrata bene nella cultura italiana.

Oggi l’arte è sempre più veloce, social, mediata da schermi e algoritmi. Come si difende — o si rinnova — la “lentezza” del gesto pittorico?

Shuhei Matsuyama : La velocità del cambiamento in quest’epoca è sorprendente. Tuttavia, sento che l’espressione di ogni individuo è una domanda posta a ciascuno di loro.