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Milano Printmakers e Chartars coinvolte nella realizzazione di Lezioni americane. Tavole di Mimmo Paladino (Edizioni Henry Beyle)

Quando parola e immagine si incontrano sulla carta giusta, il libro d’arte smette di essere un semplice supporto e diventa esperienza. È lo spirito che ha guidato la lavorazione di Italo Calvino – Lezioni americane. Tavole di Mimmo Paladino, un volume d’artista pubblicato da Edison Energia e curato da Edizioni Henry Beyle (Milano), per il quale Milano Printmakers e Chartars sono state coinvolte nella produzione del libro, curando la parte tecnica della realizzazione della stampa xilografica delle opere e proponendo la carta dell’edizione.

Il progetto Lezioni Americane nasce da un rapporto di fiducia costruito nel tempo: l’editore Henry Beyle ci ha coinvolti anche in virtù dell’amicizia che ci lega da anni e del legame di stima con il maestro Mimmo Paladino.

L’obiettivo era chiaro: dare al testo di Italo Calvino un contrappunto visivo all’altezza, attraverso le xilografie policrome di Paladino stampate con rigore artigianale e un’attenzione particolare alla resa cromatica e alla qualità dei materiali.

Il lavoro ha impegnato i nostri laboratori dalla fine di maggio fino a metà settembre 2024, un periodo in cui abbiamo coordinato prove di stampa, controlli tecnici e verifiche di qualità per garantire un risultato perfettamente coerente con le aspettative dell’editore e dell’artista.

Ogni passaggio — dalla preparazione del supporto alla verifica di ogni tavola — è stato seguito con la cura che si deve a un’opera pensata per durare.

Il risultato è un volume d’artista in cui la leggerezza concettuale di Calvino dialoga con la materia viva delle immagini di Paladino: tavole che respirano, con neri pieni e sovrapposizioni cromatiche calibrate, e pagine che restituiscono la tattilità del gesto.

La ricezione lo ha confermato: il libro è stato accolto con grande apprezzamento, riconoscendo la qualità della stampa e la coerenza fra progetto editoriale, immagini e realizzazione. Per noi, essere stati scelti per questo incarico significa mettere a frutto il nostro sapere tecnico al servizio dell’editoria d’arte: dare forma, su carta, a un dialogo tra due maestri della cultura italiana. È la dimostrazione che, con le competenze giuste e la passione per il dettaglio, la stampa può farsi ponte tra letteratura e arti visive — e che ogni sfumatura, ogni tono, ogni fibra concorre alla voce finale del libro.

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Autunno su carta: 3 tecniche che risvegliano la creatività

L’autunno è il momento in cui tutto si fa più vicino.
La luce cade più bassa, il mondo rallenta, e le mani cercano superfici vere: carta che assorbe, pigmenti che si aprono, fibre che dialogano con l’acqua e con il gesto.

È una stagione che invita al raccoglimento creativo. Si torna allo studio, al tavolo, alla luce naturale che cambia durante il giorno. Si osservano le foglie, le ombre lunghe, le texture sottili che solo il tempo fresco sa restituire.
E nella quiete che l’autunno porta con sé, la carta torna protagonista: non un supporto neutro, ma una materia che partecipa all’opera, che la guida e la rende possibile.

Chartars, da sempre, nasce da questo rispetto: per la carta come elemento vivo, per il sapere artigiano che la crea, per gli artisti che la scelgono. E per celebrare questa stagione di luce e lentezza, suggeriamo tre tecniche su carta che incarnano perfettamente lo spirito dell’autunno — tre modi per lasciare che il gesto diventi materia, e la materia diventi colore.

Acquerello – la trasparenza della stagione

L’autunno è la stagione dell’acqua e della luce che cambia.
Nell’acquerello, ogni sfumatura racconta un passaggio: dal caldo all’umido, dal giorno al crepuscolo, dal fogliame acceso alle ombre più morbide. È una tecnica che non si domina: si accompagna. Lasciare che il colore scorra, che il pigmento si depositi, che la carta faccia il suo lavoro è parte della magia.

È il momento ideale per esercitarsi con velature sottili e palette ridotte — ocra, ruggine, verde bosco, blu notte — per catturare le transizioni cromatiche tipiche della stagione. Più che rappresentare, l’acquerello in autunno interpreta: traduce sensazioni, non dettagli.

La foto mostra degli Acquerelli di Giada Risa su carta Hahnemuehle durante il workshop di Silvia Faini (2021)

Inchiostro – il segno che resta

Con l’arrivo dell’autunno, il segno diventa riflessione. L’inchiostro invita al gesto misurato, alla ricerca di equilibrio tra pieno e vuoto, tra nero e luce. Su carta, il pennino o il pennello trovano un ritmo lento, quasi meditativo.

È il periodo perfetto per lavorare con composizioni minimali: foglie isolate, profili di rami, architetture leggere o calligrafie poetiche. La forza del segno nasce dal silenzio intorno, dall’aria più ferma, dal desiderio di essenzialità che l’autunno porta con sé. L’inchiostro diventa così una forma di concentrazione visiva: tutto il superfluo scompare, resta solo la traccia.

Grafite e matita – il ritorno all’essenza

In autunno si sente il bisogno di tornare al disegno, alla linea nuda, alla semplicità.
La grafite è la tecnica più sincera: non nasconde, non copre, ma svela il pensiero.
Ogni tratto costruisce ombre e volumi, come le giornate che si accorciano e si addensano di sfumature.

È la stagione ideale per riempire sketchbook e studi: foglie cadute, ritratti alla luce bassa del pomeriggio, dettagli architettonici o texture naturali. La matita invita a osservare di più, a rallentare lo sguardo, a tornare alla base di ogni immagine: la forma. E nella sua semplicità, regala calma.

Chartars: dove la carta incontra chi la usa

Ogni foglio è una possibilità.
Ogni fibra contiene un gesto che ancora non è avvenuto, un pensiero che sta per diventare segno.

In autunno, più che in ogni altra stagione, la carta richiama l’artista al tavolo, alla calma, alla profondità.
E Chartars è nata per questo: per offrire superfici che non sono semplici supporti, ma compagne di lavoro.
Carte scelte una ad una, provate, toccate, pensate per chi vuole creare con consapevolezza e cura.

Nel nostro catalogo trovi un’ampia selezione di carte fine art per acquerello, inchiostro e disegno: dalle morbidezze del cotone alle fibre giapponesi, dalle superfici lisce a quelle naturali, per accompagnare ogni gesto, ogni tecnica e ogni stagione dell’arte.

📖 Scopri la collezione completa su chartars.com
📩 Per consigli o informazioni, contattaci: amiamo lavorare con chi immagina, sperimenta e costruisce bellezza un foglio alla volta.

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Washi – carta giapponese

washi paper carta giapponese

Storia della carta washi

La carta washi viene chiamata spesso erroneamente carta di riso, con cui però non ha niente a che fare. La carta washi ha una storia antichissima che inizia almeno 1300 anni fa, quando arrivarono dalla Cina le prime tecniche di fabbricazione della carta. Le caratteristiche climatiche e geografiche del Giappone, hanno poi contribuito all’emergere di un’ampia varietà di tipi di carta, lavorata a mano in diverse regioni dell’arcipelago.

Da allora le tecniche di lavorazione della carta giapponese non sono quasi mai cambiate e la sua fama è cresciuta oltrepassando i confini nipponici. Nel 2014 è stata riconosciuta dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’Umanità1.

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Arianna Vairo

Il cielo nel lago. Visioni pellegrine.

Il Brunitoio presenta una serie di dipinti realizzati da Arianna Vairo, con materie pittoriche acquatiche su carta, tra luglio e settembre 2023 (presso Il Brunitoio: corso Belvedere 114, Ghiffa – VB).

inaugurazione 23 settembre dalle 17:30, fino al 15 ottobre.

Dal giovedì alla domenica la mostra è visitabile dalle 16 alle 19.

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Awagami

Cartiera Awagami - interno

Chi è Awagami

Awagami è una delle più antiche manifatture di carta del Giappone, e quindi del mondo intero. Il suo campo d’azione è la produzione di washi, cioè la carta giapponese (和紙, washi, è formato dalle parole wa – giapponese – e shi – carta – ) nota in tutto il mondo per la sua straordinaria qualità. Awagami si concentra sulla ricerca e sullo sviluppo in uno sforzo continuo con l’obiettivo di integrare il washi nella vita contemporanea e adattare la produzione delle carte alle nuove esigenze artistiche e di mercato. Le carte Awagami sono washi create esclusivamente a Tokushima, nella cartiera di proprietà della famiglia  Fujimori, che è giunta alla sesta generazione dopo la riorganizzazione aziendale seguita al termine della II guerra mondiale.

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Le meraviglie della carta washi

Carta washi

Sembra incredibile come la carta washi, così delicata e soffice, possa essere al tempo stesso tanto forte e resistente da essere riuscita a sconfiggere il tempo e le avversità.

La sua storia inizia almeno 1300 anni fa. Ne è una prova lo Shōsōin di Nara, nella provincia di Mino, che ospita la carta più antica del Giappone, da cui prende anche il nome, mino washi, la carta giapponese più famosa. Costruito nel 756 per custodire i preziosi oggetti dell’Imperatore Shōmu (701-756), il tempio ha conservato i registri scritti su carta giapponese, risalenti all’VIII secolo.

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Intervista a Moreno Chiodini

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Si parla spesso di incisione. Ma cos’è davvero la tecnica dell’incisione? In cosa consiste?

Lo abbiamo chiesto a chi, da cinquant’anni ormai, lavora in una stamperia e ha visto l’evolversi delle varie tecniche e forme espressive che rientrano sotto questa definizione: Moreno Chiodini.

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Carta San Valentino

Festeggia San Valentino con Chartars

UNA SELEZIONE DI PRODOTTI PER SCRIVERE, DISEGNARE E CONSERVARE I RICORDI PIÙ BELLI DELLA TUA STORIA D’AMORE

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Tsutsumi

Tsutsumi: l'arte di impacchettare i regali

L’arte di impacchettare i regali

In questi giorni siamo tutti presi dai regali. E naturalmente anche dalla necessità di renderli presentabili attraverso una confezione. Perché anche un regalo molto bello e azzeccato per la persona per cui lo si è pensato, se è impacchettato in modo approssimativo rischia di sembrare meno attraente.

Spesso confezioniamo i nostri regali di fretta, senza molta cura e senza attenzione. Ma c’è un paese che ha fatto dell’impacchettamento una vera e propria arte: lo “tsutsumi” giapponese.

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